In un mondo in cui le otarie si accoppiano con i pinguini, e gli scienziati notano che è il primo caso di mammifero che si accoppia con un animale di classe diversa (un uccello) è il momento di fare coming out, raccontare la mia esperienza con il tacchino e rivendicare il mio primato.
Sì, perché cucinare il tacchino ripieno per il Thanksgiving secondo la ricetta tradizionale americana è stata un'esperienza quasi sessuale, soprattutto nelle fasi iniziali della preparazione.
Uno dei segreti della ricetta è infatti la quantità di burro usata, (ciao Marlon Brando), non solo in cottura del ripieno ma nella preparazione della carne del volatile.
Il burro, mischiato con erbe e spezie del caso (pepe e prezzemolo, per quanto mi riguarda), va fatto sciogliere a temperatura ambiente, e usato per massaggiare il volatile internamente, esternamente e -soprattutto- fra la carne e la pelle, lì dove si annida il segreto del sapore, della carne tenera e della croccantezza della crosticina.
Otarie, fatevi da parte.
(nelle foto: il tacchino nudo, il tacchino in preparazione, il tacchino unto.)
(ho tralasciato la parte del bondage, va per la seconda puntata)


